Documenti › Scarpia
Affitto ereditario. Valduggia, 1383 Marzo 26
Antonio "de Macia" e Giovannino suo fratello, figli del fu Giacomo "del Nigra de Brina" dei Monti di Sesia, concedono in affitto perpetuo a Zanolo del fu Zanino di Ronco, Giovanni del fu Pietro "de Lozo", Giovanni del fu Milano "de Ferato" e Albertino del fu Zanolo, coloni di Pietre Gemelle, l'alpe di Rima "iacentis in territorio vallis Siccidae, loco ubi dicitur in valle Sermentiae”, cui confinano da una parte l’alpe Scarpia <detta Schalughie>, dall’altra l’alpe Valmontana <Vallis Motasche>, dall’altra l’alpe Carcoforo <Carchoffeni> e dall’altra Altana Rime, per il canone annuo di dieci fiorini d’oro e sedici libbre di burro e altrettante di formaggio grasso ben stagionato e salato, da corrispondere ogni anno a san Martino. [Prof. Enrico Rizzi]
Affitto ereditario. Isola di San Giulio, 1419 Marzo 9
Pietro De Giorgi, vescovo di Novara, concede in affitto ereditario gli alpi Rima, Egua, Costa, Scarpia e Ragozio a Martinolo Zenda di Rocca, a nome di Durio del fu Giovanni di Rima, Jacopo Milani "Petarelli" e Giovanni "Manete" del fu Johanoli "Boghi de Valle Egua", per il canone d’affitto di trentasei lire imperiali a san Martino per l’alpe Rima, trentotto per Egua e Costa, trenta per Scarpia, dodici per Ragozio. [Prof. Enrico Rizzi]
Compromesso. Varallo Sesia, 1423 Agosto 12
Giorgio di Pogno, Giacomo Petarelli di Ragozio e Giovanni Maneta della valle d’Egua, affittuari degli alpi Rima, Scarpia, Egua, Costa e Ragozio, concludono compromesso con la comunità di valle Sermenza per la nomina di due arbitri con autorità di esaminare e risolvere ogni vertenza che potesse insorgere tra le parti “maxime occasione certarum alpium in dicta valle existentes”, dei quali Giorgio e i suoi soci sono stati investiti in perpetuo dal Vescovo di Novara. [Prof. Enrico Rizzi]
Convenzione. luogo non identificato, 1425 Ottobre 16
I conduttori degli alpi Rima, Egua, Costa, Scarpia, Ragozio e Castello sciolgono l’impegno di condurre solidalmente la concessione degli alpi del Vescovo di Novara. [Prof. Enrico Rizzi]